Fotografia Europea 2018: le prime mostre della Kermesse fotografica

La XIII edizione di Fotografia Europea, il festival interamente dedicato alla fotografia, curata da Walter Guadagni, promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e alla Regione Emilia Romagna, in programma a Reggio Emilia dal 20 aprile al 17 giugno 2018,  ruota attorno al tema “RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie”.
Numerose sono le mostre, le conferenze, gli spettacoli e le attività formative, animati da protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere, ospitati nelle principali istituzioni culturali e spazi espositivi della città.

Fotografia Europea 2018: luoghi inediti per le mostre

Il programma di Fotografia Europea si estenderà in luoghi inediti, difficilmente aperti al pubblico in occasioni espositive, come quelli dell’imponente Banca d’Italia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della liberty Villa Zironi e dell’edificio ad uso commerciale in via San Rocco. Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città.

Fotografia Europea 2018: Palazzo Magnani

Un ideale percorso attraverso il programma di Fotografia Europea, prende avvio da Palazzo Magnani. Qui si tiene la mostra SEX & REVOLUTION! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo – docente di sociologia all’Università di Torino – che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Un percorso che presenta materiali poliedrici e alcuni scatti di importanti fotografi tra cui Angelo Frontoni e Paola Mattioli, compiendo, in cinque ricche sezioni, una puntuale analisi socio-culturale di un pezzo di storia dirompente e rivoluzionaria: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?

Fotografia Europea 2018: Palazzo Da Mosto 

A Palazzo da Mosto verranno presentanti tre progetti espositivi: il primo è un omaggio a Joel Meyerowitz, grande maestro della fotografia contemporanea, che ha un legame particolare con il nostro Paese, al punto da viverci buona parte dell’anno. L’esposizione, dal titolo Transitions, 1962-1981, curata da Francesco Zanot, presenta oltre 120 opere che ripercorrono i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo americano.

Il secondo progetto Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Piero Cavagna e Laura Gasparini, rilegge alcuni dei momenti cruciali della storia del Novecento attraverso una serie di volumi fotografici tra i più importanti mai realizzati, appartenenti alla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

La terza proposta  In/Finito. Un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert

Fotografia Europea 2018: Chiostri di San Domenico

Ai Chiostri di San Domenico, la mostra Genesis of a Latent Vision: a Window onto Contemporary Iranian Photography, curata da Reza Sheikhe e Mehrdad Nadjmabadi col coordinamento di Germana Rivi, presenta le immagini di 9 autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia iraniana, da una documentazione sociale a un approccio concettuale. L’omaggio al paese mediorientale, continua con una serie di scatti di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) realizzati in Iran tra il 2005 e il 2008 che indagano un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica.

Fotografia Europea 2018: Banca Di Italia

In Banca di Italia troveranno spazio le committenze che caratterizzano, come ogni anno, il Festival reggiano: progetti inediti, pensati e commissionati specificamente per il Festival, in relazione al tema “Rivoluzioni” che quest’anno ne connota i contenuti. Il Direttore artistico Walter Guadagnini ha coinvolto due importanti artisti: Mishka Henner e Francesco Jodice.

Mishka Henner, fotografo belga/inglese, insignito nel 2013 dell’ICP Infinity Award for Art in New York, ha ideato un progetto/installazione di grande impatto visivo ed emozionale: il visitatore si troverà immerso in una dimensione inaspettata, tra le onde di mari e oceani, senza comprendere fino in fondo a cosa sta assistendo. Lo spazio espositivo sarà trasformato in una finestra verso il mondo, in perenne “allerta” in quanto attraverso di esso si scruteranno i mari per intercettare segnali di pericolo imminente.

Francesco Jodice invece si inserisce in un percorso innovativo. Da questa edizione, una delle tradizionali committenze seguirà una nuova modalità, capace di mantenere viva l’attenzione sul Festival anche oltre le sue date di svolgimento. A Jodice è stato chiesto di sviluppare, sul concept “Rivoluzioni”, un progetto articolato nel corso di un anno intero, presentando per step, attraverso workshop e incontri, il suo lavoro “in fieri” e coinvolgendo in modo più ampio la città e gli appassionati. Il lavoro sarà esposto nell’edizione successiva di Fotografia Europea e come quello di Henner entrerà a far parte del patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Fotografia Europea 2018: Spazio San Rocco

Allo Spazio San Rocco, Clément Cogitore presenta Braguino o la comunità impossibile, un progetto artistico che unisce cinema, fotografia e video arte, a cura di Diane Dufour e Léa Bismuth. L’artista francese si è recato nel 2016 a Braguino, dal nome della famiglia che vive in alcune capanne di legno disperse nella profonda taiga siberiana a 700 km da qualsiasi presenza umana. Cogitore ha voluto scoprire il mistero della scelta di un uomo, Sacha Bragin, che decise di risiedere in quel luogo con la sua famiglia per più trenta anni, sperando di vivere in pace, nell’autarchia più completa, e di costruire un modello di vita autosufficiente. Molto rapidamente, tuttavia, questo paradiso diviene la scena di un conflitto aperto tra due famiglie – una arrivata successivamente – incapaci di vivere insieme.

Fotografia Europea 2018: La Sinagoga

La Sinagoga ospita Iconic China il lavoro più recente di Luca Campigotto: un racconto del suo lungo viaggio in Cina che inizia con la ricerca di un passato mitico e arriva al presente caotico delle megalopoli. Le fotografie sono l’immagine dell’anima di un paese in cui straordinari orizzonti futuristici di città, proiettati nel futuro, si fondono con tradizioni e atmosfere che si estendono indietro migliaia di anni.