Come un reportage
Dietro le quinte di un matrimonio
Abbiamo scattato esclusivamente con un teleobiettivo 80-200mm, per stare leggeri e muoverci senza impaccio nel corso di una festa di nozze molto originale in campagna…

Le immagini di questo servizio sono state scattate durante un matrimonio in campagna, tenuto in una splendida dimora storica a pochi chilometri da Spoleto.
La location, un rito tutt’altro che formale e il fatto che il matrimonio fosse all’aperto, hanno consentito al nostro fotografo di scattare in piena libertà ciò che maggiormente colpiva il suo istinto. Abbiamo cercato di sfruttare quest’occasione per fornirti qualche indicazione tecnica (che troverai nelle due pagine conclusive del servizio) ma soprattutto degli spunti da mettere in pratica appena ti capiterà un’occasione come la nostra. La stagione delle nozze sta per cominciare e potresti avere voglia di regalare ad un amico un dietro le quinte delle sue. Un piccolo servizio che andrebbe ad aggiungersi al lavoro del fotografo ufficiale.
Un cadeau che, innanzitutto, tu possa divertirti a realizzare. Per questa ragione abbiamo deciso di usare una sola ottica, sfruttando le potenzialità di un teleobiettivo. Così anche tu potrai divertirti stando leggero…

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LA CERIMONIA
Sfrutta la discrezione del teleobiettivo per raccontare le diverse fasi del matrimonio. Usa punti di vista poco battuti e “setaccia” la platea

Uno dei pregi del teleobiettivo è la discrezione.
Puoi scattare senza mai essere al centro dell’azione, che ha negli sposi i suoi protagonisti naturali, e senza interrompere il libero scorrere delle emozioni.
Ricorda che il fotografo ufficiale delle nozze è un altro (lo puoi vedere di spalle sul fondo dell’immagine a destra) e che a lui tocca il lavoro e a te il divertimento.
Uno degli effetti che noi abbiamo maggiormente sfruttato è lo sfocato.
Un boschetto come quello in cui si è svolta la cerimonia di nozze è perfetto per degli sfondi fuori fuoco realizzati con il tele.
Gli alberi lasciavano filtrare una buona quantità di luce e il verde delle fronde ha donato sfocature da manuale (i colori accesi non sono mai l’ideale, in casi come questo).
Il biglietto che vedi nell’immagine in basso rende molto bene l’atmosfera del giorno del matrimonio.
Uno scatto che il fotografo ufficiale non potrebbe mai fare perché il suo posto è dove sono gli sposi.
Il tele è incredibile anche per i ritratti. Noi abbiamo cercato in platea l’emozione e la spontaneità.

L’EMOZIONE
Serviti dell’effetto sfocato per rendere ancora più protagonisti i soggetti dei tuoi scatti e cogli tutta la trepidazione di un momento davvero speciale…
Andare a caccia di emozioni può essere di grande soddisfazione quando si riesce a sfruttare appieno il diaframma per ottenere un buon effetto sfocato.
Il fondo dell’immagine, infatti, esalta i soggetti e il clima si sta vivendo nel momento in cui sono ripresi.
Noi abbiamo occupato una posizione defilata rispetto agli sposi e ci siamo messi in attesa di ciò che sarebbe arrivato.
Nel frattempo il matrimonio ha fatto il suo corso tra momenti toccanti, sentimentali e persino fasi di sincero divertimento.
Come puoi vedere nell’immagine a sinistra, i sorrisi sul viso dei due sposi sono estremamente comunicativi, soprattutto quello di lei che scioglie la naturale tensione del momento in una risata liberatoria prima di un tenero abbraccio (foto sopra).
Le damigelle sono comprimarie fondamentali, per il rapporto di intima amicizia con la sposa.
Emozione (vedi foto a destra) significa anche e soprattutto attesa.

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LE SETTE COSE DA SAPERE
Ecco una utile guida minima al reportage di nozze: dalla composizione ai tempi di scatto

Un servizio come quello che hai visto nelle pagine precedenti è a metà strada tra il reportage e la “paparazzata”.
Non è complesso da realizzare, ma richiede alcune conoscenze di base che ti renderanno il compito più
facile e piacevole.
Abbiamo pensato di condensare le informazioni che ti servono in poche, indispensabili “pillole”.
Si tratta di suggerimenti pratici e indicazioni tecniche vere e proprie.
Il nostro consiglio è di cercare di mettere in pratica queste ultime un po’ alla volta, sperimentandole con degli scatti in modo tale da farle tue nel tempo.
Ti accorgerai presto che comincerai ad applicarle istintivamente, senza neppure pensarci troppo.

1 – REGOLA DEI TERZI
Quando componi una foto prima di scattare ricorda questo semplice accorgimento:
dividi l’immagine in terzi, intersecando due linee verticali e altrettante orizzontali.
Sono le cosiddette linee di forza, che vanno tracciate a uguale distanza tra esse e i bordi dell’immagine. Come vedi nell’immagine a destra, nel comporre lo scatto devi fare in modo di collocare i soggetti in corrispondenza dei punti d’intersezione.
Nel nostro caso, la colonna del tempio e il padiglione si trovano in corrispondenza perfetta.
Seguendo la regola dei terzi avrai sempre immagini formalmente impeccabili.

2 – CONGELA L’ATTIMO DALLA GIUSTA ANGOLAZIONE
L’atmosfera dell’immagine i basso è tutta nell’espressione teatrale assunta dal testimone intento a declamare versi in onore degli sposi.
In un servizio matrimoniale è importante riuscire a cogliere momenti come questo, ma bisogna scegliere la giusta collocazione di scatto.
Scegli una posizione defilata, ma contestualizza l’immagine.
Lo sfocato isola il soggetto in primo piano senza che l’osservatore perda di vista cosa sta succedendo oltre. Parametri: f/2.8 con tempi di 1/160sec a ISO 800 con focale 170mm.

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3 – IL TELEOBIETTIVO: PUOI SCEGLIERE TRA DUE DIVERSI MODELLI NIKON
80-200 F/2.8 AF-D ED
Non è un’ottica recente ma è di grande qualità e molto facile da reperire a buon prezzo
sul mercato dell’usato.
Una buona base di partenza per chi voglia arricchire la propria borsa.
Tra le caratteristiche più apprezzate c’è il sistema “a pompa”, che ti consente di mettere a fuoco con un movimento fluido.
Lo schema ottico è a 16 lenti divise in 11 gruppi. Il sistema AF è molto affidabile per i miglioramenti
rispetto alle precedenti versioni.
70-200 F/2.8 AF-S ED IF VR II N G
Il top della qualità di casa Nikon costa.
Questo obiettivo si trova al prezzo indicativo di 2.000 euro e vale ogni centesimo speso.
Anche ad apertura di diaframma f/2.8 regala un’ottima tridimensionalità al soggetto e un distacco
impressionante dal fondo.
Il bokeh è semplicemente eccellente anche a f/5.6, il che fa di questa ottica uno strumento perfetto
per i ritratti.
Lo schema ottico è a 21 elementi divisi in 16 gruppi.

4 – L’INCISIONE NEI RITRATTI IN LUCE NATURALE
Il dettaglio della bambina che vedi a sinistra è perfetto per spiegare che cos’è l’acutanza,
a volte istintivamente confusa con un altro concetto: quello della nitidezza.
L’acutanza è una grandezza che misura la definizione di un’immagine fotografica.
In particolare il contrasto (ciò è differenza di luminosità) tra zone chiare e scure.
Come puoi osservare, Mauro è riuscito a rendere il contrasto tra la pelle molto chiara del soggetto e
il biondo lucente dei capelli, in maniera tale che lo spettatore possa distinguere tra l’uno e gli altri. L’immagine mostra una discreta incisione dei dettagli ma non è esasperatamente incisa.
Proprio il fatto di non essere super contrastata, sommato alla pastosità dei colori presenti nella foto, valorizza questo genere di ritratti eseguiti con luce naturale.
Ingrandendo il viso della bimba, infatti, possiamo riscontrare la sufficiente leggibilità dei dettagli e la calda luce che emana dal suo viso.

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5 – DAI PIÙ TONO AI COLORI DELLA CAMPAGNA
Un panorama con una luce ben equilibrata è l’ideale per raccontare la villa di campagna
dove si è tenuto il matrimonio.
I minuti che precedono il tramonto sono quelli con l’illuminazione migliore.
Non si può fare a meno del treppiede.
Un filtro polarizzatore circolare Lee Filters da 77mm rende saturi i colori.
Si può usare l’esposimetro della Nikon in modalità spot per misurare la differente luminosità del cielo,
delle montagne e del prato (a f/5.6).
Se il cielo è molto chiaro, un filtro ND 3 stop della Lee Filters riequilibra il contrasto.
Ecco i parametri della foto: f/5.6, 1/25sec a ISO 100. La focale è 110mm.

6 – OCCHIO AGLI ERRORI : I DETTAGLI SONO FONDAMENTALI PER UNA BUONA FOTO
Un buon servizio fotografico non è soltanto questione di tecnica ma anche di attenzione ai particolari.
Nel corso di una cerimonia puoi trovarti a fotografare a soggetti diversi tra loro:
stai molto attento a non commettere errori banali.
Abbiamo cercato di indicarti due dei più banali in cui puoi incorrere a un matrimonio.
L’intruso rovina la fotografia
I cestini decorati sono sempre un soggetto molto interessante, soprattutto in un matrimonio.
Devi fare molta attenzione a evitare che nelle tue immagini possano entrare elementi estranei,
come la bottiglia di plastica che vedi nella foto in alto.
Denota sciatteria e non è un bel ricordo da conservare.
Meglio la platea al completo
Gli invitati sono uno dei soggetti irrinunciabili di un servizio matrimoniale.
Ricorda di non scattare fotografie alla platea degli ospiti quando molte delle sedute sono vuote.
Come vedi nella foto in alto, l’immagine non ha praticamente senso ed è inutile che tu perda tempo a documentarla.

7 – CONCETTI CHIAVE : POCHE NOZIONI CHE TI AIUTERANNO A SCATTARE MEGLIO
Un teleobiettivo ti mette di fronte alla necessità di lavorare al limite,
soprattutto se utilizzato a mano libera.
Scopri fino a dove puoi spingerti nell’impostare tempi,
diaframma e sensibilità ISO con alcune regole pratiche e facili da ricordare.
Tempi e lunghezza focale
Quando fotografi utilizzando un teleobiettivo come il Nikon 80-200mm a mano libera è molto importante fare attenzione ai tempi.
Una regola empirica dice che puoi scattare senza mosso fino a tempi proporzionati alla lunghezza focale utilizzata. Per esempio, 1/125sec alla focale 125mm.
Usa il diaframma aperto
Il Nikon 80-200mm è perfetto per ottenere un bell’effetto bokeh.
Per poter lavorare bene sulle sfocature devi usare il diaframma alla massima apertura f/2.8.
Con questo valore lo sfondo risulterà sfocato e l’effetto complessivo sarà talmente marcato
da far risaltare il soggetto in primo piano.
Cerca di tenere ISO bassi
Il Nikon 80-200mm ha eccellenti doti di luminosità che ti aiutano a lavorare con valori
relativamente bassi si sensibilità ISO.
Il segreto è cercare di spingersi sempre al limite, senza però superare la soglia di rischio per evitare immagini sgranate.