Che sia un modo per arrotondare o la propria fonte di guadagno, gli archivi fotografici sono una vetrina internazionale per i propri scatti che possono essere scelti per pubblicazioni su carta o web, come spiegato nell’articolo “Microstock” a pag.12 su Nphotography 70 ( in edicola il 15 gennaio). C’è però un aspetto importante che vale la pena affrontare.
Onde evitare che le foto siano sfruttate, usate impropriamente o che vengano modificate, bisogna seguire delle regole, definite dalle così dette
liberatorie: un vero e proprio mondo a parte in cui non è sempre facile districarsi ma fondamentale da capire e seguire per tutelare le proprie immagini.

In primis ci sono quelle che il fotografo deve usare prima dello shooting per farsi autorizzare a ritrarre le persone, specie nel caso in cui i soggetti siano minori, in questo caso va chiesta l’approvazione dei genitori o di un tutore. Colui che viene fotografato deve acconsentire a cedere i diritti a far pubblicare la foto su carta e/o sul web; il grado di cessione ( sia carta che web, una volta o ripetuto nel tempo, per sempre etc.) deve essere concordato prima altrimenti potreste essere costretti a cancellare l’immagine o addirittura a rispondere in qualche modo di eventuali “danni” creati.

Allo stesso modo, successivamente, il fotografo che vuole caricare sugli archivi fotografici i suoi scatti, deve registrarsi accettando le varie policy proposte dai diversi siti e autorizzando l’uso delle immagini secondo il grado acconsentito. Ogni portale ha sì le sue regole ma molti punti sono comuni differendo, per lo più, sul grado di cessione dei diritti, per questo puoi guardare alcuni esempi qui sul sito a questa pagina

www.nphotography.it/abbonamenti

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