Usiamo l’HDR per regalare ai nostri paesaggi una gamma completa di toni.

Realizzare un’immagine ricca di dettagli apre le porte alla possibilità di scattare con sia
nelle luci sia nelle ombre non successo anche in condizioni di luce estreme, è sempre possibile, soprattutto nelle quali di norma sarebbe impossibile quando la scena mostra un elevato contrasto.
In queste condizioni, però, possiamo chiedere aiuto alla tecnica dell’HDR
(sigla che sta per High Dynamic Range, “alta gamma dinamica”).
Questa soluzione prevede la fusione di più immagini realizzate con diverse impostazioni espositive, per produrre un risultato finale bilanciato e mostrare il dettaglio delle zone più o meno luminose.

Perché l’hDr?
L’HDR è una tecnica entusiasmante perché produrre un risultato accettabile per via delle ombre completamente chiuse o delle luci alte bruciate.
Se realizziamo invece una sequenza di scatti identici, esposti di volta in volta per le ombre,
per i toni medi e per le luci alte, possiamo prendere le aree correttamente esposte di ogni immagine e combinarle via software.
L’effetto dell’HDR diventa facilmente eccessivo e dà vita a immagini irrealistiche, quindi dobbiamo prestare particolare attenzione e procedere con cautela ed equilibrio…

Come preparare uno scatto hDr?
Immobilizzare la fotocamera è il segreto del successo!

1 Cerchiamo stabilità
Per questa tecnica il treppiede è essenziale perché le diverse esposizioni devono essere perfettamente sovrapponibili. Montiamolo su terreno stabile e usiamo un sistema di scatto remoto (o l’autoscatto a 2 secondi) per evitare movimenti tra gli scatti.

2 Esponiamo
Troviamo, come punto di partenza, l’esposizione corretta dei toni medi.
Procediamo in manuale o a priorità di diaframma.
La lettura spot è la più comoda per misurare la luminosità di un’area media.

3 Applichiamo il bracketing
Per catturare i dettagli delle aree più scure e più chiare realizziamo da tre a sette scatti in bracketing,
sui due lati dell’esposizione dei toni medi.
Possiamo utilizzare la funzione di bracketing automatico dell’esposizione (AeB) oppure regolare
il tempo di scatto in modalità manuale: l’importante è che il diaframma rimanga sempre costante.

4 Controlliamo gli scatti
Prendiamo le due foto all’estremo più scuro e più luminoso e controlliamo attraverso
l’istogramma di aver catturato i dettagli rispettivamente dei bianchi e dei neri.
Se non ci siamo riusciti, regoliamo l’ampiezza dell’esposizione generale oppure aumentiamo
il numero di scatti in bracketing e ripetiamo la sequenza.

Il consiglio dell’esperto
Catturare la gamma in tre passi

Gli scatti
Realizziamo una serie da tre a sette esposizioni con la stessa impostazione di diaframma.
La funzione AeB aiuta a realizzare la sequenza in rapidissima successione e riduce il rischio
di artefatti e difetti causati da eventuali porzioni in movimento della scena, come le nuvole.

Il processo
Processiamo nello stesso identico modo tutti i file RAW.
Quasi tutti i software permettono di sincronizzare le impostazioni, così possiamo convertire uno scatto e applicare il processo a tutti gli altri. esportiamo in TIFF o JPeg.

Il risultato finale
Importiamo i file processati in un software specifico come Photomatix Pro e generiamo l’immagine HDR.
Se possiamo scegliere l’effetto, preferiamo il più naturale.
Alcuni software permettono ulteriori regolazioni a tonalità, colore e contrasto prima dell’esportazione finale.