Una gita fotografica a caccia di biodiversità urbane

A metà dello scorso ottobre, il Canon Club Lazio e il Nikon Club Lazio, sotto la bandiera di Domiad Photo Network e WWF, e con la partnership di Sprea Fotografia, sono andati alla scoperta della biodiversità del Parco Archeologico di Centocelle, a Roma. 
Una bellissima giornata nel corso della quale tanta gente è accorsa per scoprire e conoscere i valori naturalistici e storico-archeologici del parco, grazie alle visite guidate effettuate dagli attivisti del World Wildlife Fund.
Durante le due passeggiate fotografiche all’interno del parco per catturare (esclusivamente con la fotocamera!) le risorse naturalistiche e ambientali dell’area, sono stati osservati vari esemplari di specie animali. Fino ad oggi, infatti, nel Parco di Centocelle sono state censite 45 specie di uccelli, tra le quali la Cappellaccia (considerata in diminuzione in tutta Europa a causa delle trasformazioni ambientali e per l’uso dei pesticidi), la Pispola, l’Allodola, il Saltimpalo, lo Strillozzo, la Pavoncella e – nel periodo di passo migratorio – lo Stiaccino, il Codirosso comune, il Culbianco, l’Upupa, l’Averla piccola e l’Averla capirossa. Durante le fasi di osservazione non sono mancati incontri con la Volpe, piuttosto che con il Biacco. Per un’intera e bellissima giornata si è posta l’attenzione sugli aspetti positivi e sui valori di una zona che da tempo attende di essere riqualificata, valorizzata e resa fruibile nella sua interezza dai tanti cittadini che vivono nel settore sudorientale della città di Roma.
All’evento era legato un contest fotografico a tema “Urban Nature – la natura in città” con decine di fotografie pervenute. Sono stati selezionati i seguenti autori in base ai temi “natura”, “paesaggio” e “rappresentazione dell’evento”: Franco Menenti, Mariateresa Tama Barbaro e Mauro Tomasetti.

WWF con Urban Nature ha voluto rendere protagonista la natura cittadina

Le città sono considerate da tutti ambienti con poca natura. In realtà anche la città è un ecosistema ed esite una biodiversità urbana che si regola con meccanismi analoghi a quelli che si innescano in altri tipi di ecosistemi. Dal punto di vista ecologico la città rappresenta uno tra gli ambienti più dinamici e le sue continue modificazioni costituiscono una delle caratteristiche più peculiari. Gli ecosistemi urbani presentano una serie di fattori che facilitano la presenza di popolazioni animali. Tra questi i più importanti sono le condizioni climatiche relativamente migliori rispetto alle aree extraurbane, in quanto caratterizzate da una temperatura più elevata oltre che da minore ventosità e umidità e  la sicurezza.

Nel caos delle nostre città gli animali si sentono tranquilli perché mancano i maggiori predatori, la caccia è vietata e perché, in fondo, indaffarata per le proprie attività, la gente non si accorge di loro. C’è poi l’abbondanza di cibo basti pensare ai rifiuti di ogni genere. E, in ultimo, c’è la somiglianza tra l’ambiente urbano e quello di provenienza di molti animali selvatici: un rudere e un monumento sono simili (malgrado tutto) alle pareti rocciose in cui vivono da sempre certi animali e piante; allo stesso modo, per un gufo o uno scoiattolo, non esistono molte differenze tra un bel bosco antico e un parco cittadino ricco di alberi secolari e cespugli!

Secondo WWF, l’iniziativa Urban Nature 2017, la grande festa della natura che si è celebrata domenica 15 ottobre in più di 50 città italiane, è stato un grande successo. “Il WWF con Urban Nature non solo ha voluto rendere protagonista la natura cittadina ma rivolge un appello a tutte le istituzioni per un grande piano nazionale per il verde urbano: un piano per migliorare, da subito, la qualità della vita e la salute di chi vive nelle città italiane” – ha dichiarato la Presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

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