di Alessandro Curti


Mossa da un’intensa, sincera e spontanea vena umanistica, la fotografia di Mario Bobba scende nella profondità del sottosuolo, lontano dagli status sociali e dai modelli di comportamento prefabbricati, per cercare la bellezza e la naturalezza della “normalità”. È attraverso questa sua visione personale, questo suo lungo viaggio fra metropolitane, vagoni dei treni e corridoi che s’intrecciano sotto le metropoli del mondo, che riesce a raccontare non solo i soggetti delle immagini, ma anche i simboli di un racconto molto più profondo, che tenta di esplorare, con sguardo onesto e scevro da pregiudizi e condizionamenti, quelle che sono le abitudini sociali e culturali dei nostri tempi.


New York 2012 © Mario Bobba

 


Anche se c’è forse un campo in cui la fotografia non può dirci nulla di più di ciò che vediamo con i nostri occhi, ce n’è un altro in cui ci dimostra quanto poco i nostri occhi ci consentano di vedere
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Dorothea Lange


“Metro of the world” è un progetto capace di riassumere e spiegare in poche immagini tutti questi elementi complessi, attraverso la raffigurazione di un elemento infrastrutturale che accomuna tutte le grandi metropoli del mondo: la metropolitana.


Mosca 2015 © Mario Bobba

Venti città, tre continenti, una storia comune. Mario Bobba testimonia e racconta l’esistenza di una profonda umanità all’interno di questi tunnel freddi, frenetici e movimentati, dove spesso diventa difficile trovare elementi di empatia e identificazione: una storia che, attraverso il meccanismo della ripetizione, riesce comunque a trovare un chiaro segno distintivo all’interno di ogni scatto e di ogni sottosuolo urbano visitato, regalando a ciascuna fotografia unicità e riconoscibilità.

“Tutte le metropolitane appaiono molto simili, in qualsiasi ora del giorno e stagione dell’anno, – spiega Mario Bobba – ma ho cercato di evidenziare le piccole differenze piene di significato e qualche volta anche di emozioni, di umorismo o di arte e architettura. Lo spaccato di umanità nei vagoni e sulle banchine che si offre allo sguardo attento è sempre ricco e diverso pur nell’apparente somiglianza. In metropolitana si pratica una street photography selettiva, un po’ misteriosa e, appunto, sotterranea.”


BIO

Mario Bobba (1948), da sempre appassionato di fotografia e grafica, è nato a Milano, ma ha origini tra Angera e Besozzo (Lago Maggiore).
Per lavoro, impegno civile e hobby ha viaggiato spesso visitando moltissimi Paesi, con lunghi soggiorni all’estero, occasioni importanti di approfondimento sulla cultura dell’immagine.
Dalla fine degli anni ’90 è ripartito su nuove basi il suo approccio alla fotografia e questa maturazione ha reso possibili vari progetti, mostre ed eventi. Dal 2009 ha trasformato la passione di una vita in un’attività professionale aprendo lo studio “PassioneFoto” ad Angera.
Il suo progetto “Metro of the world”, sviluppato dal 2011, è stato recentemente esposto all’Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1 con una mostra intitolata “Cities Underground”.


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