LE FOTOGRAFIE DI  W. EUGENE SMITH

INAUGURANO LA NUOVA SEDE DEL CENTRO CULTURALE DI MILANO

L’esposizione, in programma dal 24 settembre al 4 dicembre 2016, proporrà nella sede di Largo Corsia dei Servi, 60 original print in grado di ripercorrere la carriera del fotografo americano, attraverso i suoi cicli più famosi.


Dal 24 settembre al 4 dicembre 2016, il Centro Culturale di Milano inaugura la sua nuova sede nel cuore della città, in Largo Corsia dei Servi 4, con una mostra dedicata a W. Eugene Smith (1918-1978), uno dei più grandi maestri della fotografia di reportage.unnamed

L’esposizione, ideata da Camillo Fornasieri, direttore del CMC, curata da Enrica Viganò, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, presenta 60 original print in grado di ripercorrere la carriera del fotografo americano, attraverso i suoi cicli più famosi, realizzati tra il 1945 e il 1978, provenienti dalla collezione privata di H. Christopher Luce di New York.

La rassegna documenta i “saggi fotografici” di Eugene Smith, ovvero i suoi reportage di racconto sociale o di denuncia, nei quali ha abbracciato i periodi della depressione, della guerra, della ricchezza del dopoguerra e quello della disillusione, dalle fotografie scattate sui teatri della seconda guerra mondiale, dalle battaglie nel Pacifico fino a Okinawa, dove venne gravemente ferito, alla serie del Country Doctor (1948), commissionatagli dalla rivista Life, che racconta la vita quotidiana del dottor Ernest Ceriani, un medico di campagna nella cittadina di Kremmling a ovest di Denver.

Il percorso continua con le serie Nurse Midwife (La levatrice) del 1951, in cui segue le vicende di Maude Callen, una levatrice di colore, per testimoniare le difficoltà nell’esercitare il suo lavoro nel profondo sud degli Stati Uniti e, al contempo, per approfondire temi connessi alla discriminazione razziale.


Il modo più efficace per essere un buon giornalista è cercare di essere il miglior artista possibile.
W. Eugene Smith


Nel 1951, Life pubblica il suo reportage condotto in Spagna, a Deleitosa, un piccolo centro contadino di non più di 2.300 abitanti, sull’altipiano occidentale dell’Estremadura. “Cercherò di conoscere a fondo un villaggio spagnolo – aveva dichiarato Eugene Smith – per descrivere la povertà e la paura provocate dal regime di Franco. Spero di realizzare il migliore reportage della mia carriera”. Quello che risultò fu un quadro di una società rurale arcaica, in preda a gravi difficoltà economiche dovute al pesante regime franchista.

Non mancheranno le fotografie di A Man of Mercy (Un uomo di carità) dedicate al lavoro e alla comunità di Albert Schweitzer nell’Africa Equatoriale Francese, o il ritratto panoramico e singolare della città di Pittsburgh del 1955-58.

Chiudono idealmente la rassegna, gli scatti su Minamata (1972-75), la città giapponese devastata dall’inquinamento di mercurio che la Chisso Corporation versava nelle acque dei pescatori e che portava gli abitanti a soffrire di una terribile malattia nervosa – Minamata illness – che prese il nome proprio da quello della città. In mostra si troverà la fotografia più famosa di questo ciclo, definita la Pietà del Ventesimo Secolo, che raffigura la bambina Tomoko mentre fa il bagno tra le braccia della madre.

I visitatori potranno cogliere la freschezza delle original print di Smith, da lui stampate, di cui molte firmate e unite ai passe-partout, originali anch’essi e annotati con commenti dall’autore e, al tempo stesso, comprendere l’arte e la ricerca iconografica del “metodo di Smith”, vero mago della camera oscura.

 

I temi dei suoi reportage, lo stile della la sua vita, i suoi appunti sul campo, saranno al centro di una serie di incontri con fotoreporter e giornalisti quali Mario Calabresi, Massimo Bernardini, Franco Pagetti, Paolo Pellegrin, che s’interrogheranno sulla funzione dell’immagine e dell’informazione, della libertà e della verità dell’arte e sul linguaggio dei media oggi. Previste visite guidate per le scuole a cura di Opera d’Arte.

Accompagna la mostra un catalogo (Admira edizione), nono volume della collana I Quaderni del CMC.

Il nuovo spazio di cultura e teatro del CMC – Centro Culturale di Milano ridona alla città, grazie alla collaborazione di Fondazione Cariplo, il palazzo firmato dallo Studio Caccia Dominioni in Largo Corsia dei Servi, a fianco della chiesa di San Vito al Pasquirolo. Il nuovo spazio, insieme alla riqualificazione urbana della piazza voluta dal Comune di Milano, farà da volano alla rinascita di un’area degradata nel cuore della città a pochi passi dal Duomo e di un edificio storico, abbandonato da tempo.

Per questa nuova apertura CBA Designing brands with heart, importante realtà internazionale con sede a Milano e 11 uffici distribuiti in tutto il mondo, ha ideato una nuova immagine e identity brand per lo storico Centro Culturale di Milano che festeggia così i 35 anni di attività.


W. EUGENE SMITH. Usate la verità come pregiudizio

CMC – Centro Culturale di Milano (Largo Corsia dei Servi, 4; MM1 San Babila, MM3 Duomo)

24 settembre – 4 dicembre 2016

Inaugurazione: venerdì 23 settembre 2016, ore 18.30

Orari:  da martedì a venerdì 10.00 – 13.00; 15.00-19.00

sabato e domenica 16.00 – 20.00

lunedì chiuso

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