F/10 è un raccoglitore di idee innovative e visioni contemporanee, strettamente legate all’ambito fotografico, che annualmente darà la possibilità a 10 talenti creativi femminili di esporre i propri progetti, raccogliendo candidature a cui seguiranno selezioni.

La prima edizione si svolgerà nel mese di Giugno, presso le casematte del castello di Casale Monferrato e coinvolgerà 10 artiste, chiamate a rappresentare un genere ciascuna, che faranno da apripista delle prossime manifestazioni. In data 2 Giugno 2016, inaugura quindi l’Anno 0 della Fotografia Under 35 al femminile.

Effedieci
Negli ultimi anni, la fotografia sta conquistando sempre più il suo stato di Arte, trovando spazio non solo nelle più importanti fiere italiane, ma anche nelle maggiori case d’asta internazionali come Christie’s e Sotheby’s, le quali dedicano intere vendite unicamente a opere fotografiche.

Nonostante questo, viene ancora dato spazio soltanto ai grandi maestri del ‘900, a chi è sul mercato da anni, a chi ha un nome già consolidato o fa parte da tempo del panorama internazionale.

Date queste premesse, l’iniziativa vuole fornire alle giovani fotografe un’importante vetrina per i propri lavori, che spesso in Italia non hanno modo di emergere. L’intento del progetto è, infatti, quello di creare nuove possibilità, dare visibilità e soprattutto valore al lavoro dei giovani. Schermata 2016-05-17 alle 11.49.06

F/10 nasce dalla necessità di avere uno spazio a loro dedicato e rappresenta una preziosa occasione di collaborazione tra creatività ed istituzione volta a raggiungere tale scopo.

Per fornire una visione il più possibile diversificata del panorama fotografico oggi, sono state definite (9 + 1) categorie: ricerca artistica, still life, moda, ritratto, reportage, architettura, installazione, 3D, paesaggio + un genere di tendenza, in questo caso GIF.


FOCUS SULLE ARTISTE

Eleonora Roaro | 26 anni | Milano

Eleonora Roaro vive e lavora a Milano.
La sua pratica artistica riguarda le immagini in movimento, con un particolare interesse per il video e l’archeologia del cinema.
L’artista rivisita spesso dispositivi e iconografie del passato per riflettere sul modo in cui la tecnologia influenza la nostra percezione del reale.
I suoi progetti sono spesso loop, in quanto considera la ripetizione un elemento costitutivo della vita, in termini biologici, storici ed esistenziali.
Attraverso l’autoritratto e lo still-life inventa storie che riguardano paradossi, illusioni e limiti umani.
Lavora con diversi media come installazioni, video, fotografia e suono.

Clara Giaminardi | 24 anni | Milano

Il suo lavoro esplora nuove declinazioni di corpo nel contesto della fotografia di moda. Con influenze che spaziano dalla performance art anni ’70 e ’80 (Marina Abramovic, VALIE EXPORT, Ana Mendieta, Joan Jonas) alla danza moderna e contemporanea (Pina Bausch, Anne Teresa de Keersmaeker), mira a veicolare nuove idee di corpo e femminilità che si basano principalmente sulla scrittura femminista di Elizabeth Grosz, Judith Butler, Rae Langdon e Naomi Wolf, inserendosi nella discussione su corpo e identità della new wave femminista emersa negli ultimi anni da nuove piattaforme online, soprattutto nei paesi anglosassoni.

Leana Cagnotto | 25 anni | Torino

Leana Cagnotto nasce a Rosarno (RC) nel 1991. Nel 2010 si trasferisce a Torino e frequenta l’Istituto Europeo di Design. Terminati gli studi entra a far parte del collettivo creativo Superbudda.
Fotografa specializzata in architettura e interior design, incentra la sua ricerca artistica sull’elemento grafico e materico. Le sue immagini catturano elementi parte di un insieme architettonico creando veri e proprio focus. Il carattere statico viene veicolato attraverso una pura ricerca minimalista che regala all’elemento isolato una costruzione nuova. Le architetture vengono percepite nel loro insieme focalizzandosi sulla loro collocazione e sul rapporto con l’ambiente circostante.
Le sue visioni regalano così al particolare un significato altro, innalzandolo da elemento decorativo a struttura a sé, divenendo talvolta veri e propri pattern attraverso le variazioni di materia, forma e colore.

Isabella Vacchi | 25 anni | Bologna

Francese di nascita ma bolognese di appartenenza, Isabella Vacchi è cresciuta con la cultura, l’orgoglio e la passione per la cucina emiliano-romagnola.
Più che nel creare piatti e cucinare, il suo legame con il cibo si esprime meglio nel gusto e nel grande ascendente che esso ha su di lei. Mangiare qualcosa che le piace può cambiarle l’umore in positivo e viceversa.
L’interesse per questo tipo di fotografia è una ramificazione della totale predilezione che ha sviluppato verso il genere dello still-life, che si adatta perfettamente a quelle che sono la sua natura ed il suo carattere. È quindi predisposta al lavoro individuale e meditativo, che va a scontrarsi irrimediabilmente con l’avere davanti un soggetto umano.
Cura nella preparazione del set, calma ed attenzione al dettaglio sono le sue linee guida nel lavoro.

Cecilia Gioria | 25 anni | Casale Monferrato

Nasce a Casale Monferrato, città in cui da due anni è tornata a vivere e lavorare.
La costruzione delle sue immagini è frutto di disordinate geometrie interiori, con cui spesso convive. L’uso dell’autoritratto non va inteso come una concessione al narcisismo o un assecondare la vanità, bensì indagine su di sé, approssimazione alla conoscenza del proprio io destinata a non trovare mai risposte.
Attraverso la fotografia, Cecilia diventa protagonista delle storie che scrive. Con l’aiuto delle parole, costruisce performance congelate e senza tempo. I toni sono quelli del silenzio. A governare l’immagine è l’anatomia che si pone su quel labile confine che vi è tra bozzolo e prigione. Nascono così tratti su carta, a matita o penna e talvolta l’assenza ed il vuoto che determinano la forma. Nell’attimo in cui l’opera si compie, invisibile e visibile per un istante si rivelano l’uno nell’altro.

Eleonora Agostini | 24 anni | Venezia

Eleonora nasce in provincia di Venezia nel 1991. Il suo lavoro è frutto di una riflessione sull’idea di temporaneità e transizione, temi esplorati principalmente in un contesto di vita quotidiana, nel quale tutto è incerto, momentaneo ed instabile. Inizia a lavorare su questi concetti all’interno di luoghi anonimi ed ordinari, fotografando stanze d’hotel e motel per la maggior parte appena lasciate dal cliente, sospese in un momento tra passato e futuro che sta per essere cancellato, come coloro che vi hanno passato la notte. Si tratta di una catalogazione di luoghi che restano in attesa, nei quali oggetti dimenticati raccontano esperienze vissute e lo scorrere del tempo e nei quali i soggetti stentano a riconoscersi perché privi di qualsiasi punto di riferimento familiare.
Partendo dalla serie “Welcome Guests” ed introducendo fotografie che fanno parte di un “work in progress”.

Giulia Torra | 27 anni | Milano

Quando si è bambini ogni cosa è scoperta.
Si guarda in alto, si guarda in basso, si cerca la bellezza ovunque.
O meglio, la si trova ovunque.
E così le tasche dopo un viaggio, si riempiono di sassi, di sabbia, di foglie.
Ma quei sassi, quella sabbia, quelle foglie sono, per noi che le abbiamo raccolte, montagna, mare e foresta.
Sono la piccola parte di un tutto in cui siamo stati, ma in cui non siamo più.
Un tutto che ritorna immediatamente, appena li stringiamo fra le dita.

Giulia Bersani | 23 anni | Milano

Giulia Bersani ha cominciato a fotografare per caso.
All’ultimo anno di liceo si è iscritta ad un corso di fotografia, senza avere pretese. Fotografare è diventata per lei una necessità, fino a rendersi conto che avrebbe potuto essere un mezzo attraverso cui lavorare su sé stessa. Ha iniziato ad usare una macchina fotografica analogica trovata in cantina e si è abituata al linguaggio della pellicola, tanto da non riuscire e non volere più tornare indietro. La fotografia è per lei speciale perché invece che creare qualcosa che non esiste cattura ciò che già c’è, che fa parte delle nostre vite e che andrà perso. Ha il potere del documento, del ricordo oltre a quello della suggestione.
Lavora oggi su una ricerca personale sull’insicurezza femminile e sulla sensazione comune di sentirsi sbagliate. In due anni ha fotografato più di trenta ragazze e tra uno scatto e l’altro, hanno parlato dei loro sentimenti e del loro vissuto.

Giulia Pittioni | 24 anni | Udine

In una contemporaneità dove la computer grafica e la tecnologia hanno reso possibile la creazione di una realtà virtuale quasi identica all’originale, si è aermata un’estetica diametralmente opposta.
Nel suo lavoro Giulia Pittioni non nasconde l’utilizzo del computer nelle elaborazioni e manipolazioni delle immagini, quanto invece lo esalta. All’alta definizione sostituisce la bassa risoluzione. All’immagine corretta e nitida predilige l’errore. Sostituisce il rendering realistico con quello grezzo. Tutti questi elementi le fanno percepire le immagini di cui parla come digitali, nel senso di prodotte da un computer o derivate da un medium elettronico. L’estetica lo-fi è l’utilizzo di tecnologie passate, quelle che dieci o vent’anni fa avevano una credibilità che ora hanno completamente perso. È proprio questo il meccanismo su cui giocano le sue immagini: spiazzare i nostri occhi ormai abituati ad un’altra estetica e ri-contestualizzarne una passata.

iosonof | 30 anni | Roma

IoSonoF focalizza il proprio lavoro sul disfacimento sociale dell’immagine di sè.
In contrapposizione con l’attuale tendenza ad essere in primo piano, le opere dell’artista sono frutto di una cancellazione e/o di una rielaborazione dei visi dei suoi soggetti che diventano finestre su mondi animati.
Completamente vittima del fascino dei vecchi film, spesso fa suoi i frames di quei classic movies che sono stati la colonna portante dei valori delle generazioni passate.

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