Continua il pellegrinaggio fotografico di Settimio Benedusi, che da Imperia sta raggiungendo a piedi Milano in un viaggio che prevede come unico mezzo di sostentamento e sopravvivenza la fotografia, barattata in cambio di ospitalità e cibo.

La domanda che fa da cornice a questa avventua è: “la fotografia ha ancora un valore?“.

Siamo arrivati ad Albissola, in provincia di Savona, e ciò che segue è una riflessione che Benedusi condivide con noi:

“Quarta giornata del ‪#‎settimiodecompostela‬ andata!
Che dire, è meraviglioso.
Intanto mi piace di essere leggero, in tutti i sensi: a volte penso a tutto ciò che possiedo e mi spaventa l’idea di cosa fare di tutto quel tanto.
Tanti libri, tanti oggetti, tante cose. Che poi io non sono un accumulatore compulsivo (c’è un nome per questa malattia, mi sembra da due fratelli di New York che hanno trovato, dopo morti, con la casa PIENA di ogni cosa: hanno scritto un libro che da sempre è nella mia lista dei libri da leggere. Mi pare edito da Adelphi) ma roba ne ho tanta.
Viaggiare invece con praticamente nulla, è un gran sollievo.
Siamo sicuri di aver bisogno di tutto ciò che abbiamo?
Poi c’è la Fotografia, che non ho mai sentito così importante: nonostante sia stanco morto e con i piedi che lasciamo perdere, mi metto lì per fare la fotografia migliore della mia vita, ogni volta. Come diceva quello che non mi ricordo chi era: un romanziere deve scrivere un romanzo con la consapevolezza che gli verrà tagliata la testa un attimo dopo aver scritto l’ultima riga. Ecco, è un po’ così.
E poi cos’altro: veramente tanto affetto, tanta gentilezza e tanto supporto. Veramente GRAZIE.
Adesso sono ad Albissola, domani lascio il mare per la montagna: sperem!
Buona notte!”

Immagine dal profilo Facebook di Settmio Benedusi
Immagine dal profilo Facebook di Settmio Benedusi

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