La creatività è la possibilità di rendere concreta la fantasia

Idee e concetti per un nuovo manifesto sulla fotografia d’autore


 

Recentemente ho assistito alla Lectio Magistralis
di Piero Gemelli alla Triennale di Milano, un evento pubblico organizzato da AFIP International, l’associazione dei fotografi professionisti italiani. Devo dire che sono rimasto davvero impressionato dalla lucidità dell’oratore che, accompagnato da Antonio Mancinelli e Giovanni Gastel, è riuscito a restituire il fascino e la complessità del mestiere di fotografo. Una volta tanto è stata data la possibilità di ragionare sulle qualità intellettuali del fotografo e poi sulle immagini. Come dire, le fotografie, per essere interessanti, devono essere la conseguenza diretta di un progetto preciso e sono sempre il risultato di una consapevolezza concreta. Facile intuire che il focus è stato sulla creatività. E siccome è stato citato Bruno Munari, ecco una sintesi, quasi perfetta, che volentieri riporto:

La creatività, come uso finalizzato della fantasia e dell’invenzione, si forma e si trasforma continuamente.
Essa esige una intelligenza pronta ed elastica, una mente libera
da preconcetti di alcun genere, pronta a imparare ciò che gli serve in ogni occasione e a modificare le proprie opinioni quando se ne presenta una più giusta.

L’individuo creativo è dunque in continua evoluzione e le sue possibilità creative nascono dal continuo aggiornamento e dall’allargamento della conoscenza in ogni campo.
Una persona senza creatività è una persona incompleta, il suo pensiero non riesce ad affrontare i problemi che gli si presentano, egli dovrà sempre farsi aiutare da qualche altra persona di tipo creativo.

Le tecniche della sperimentazione e della ricerca non finalizzate aiutano lo sviluppo della creatività. Queste due attività vanno svolte in modo sistematico altrimenti si avranno solo dei dati parziali e non si sarà sicuri di aver sperimentato ogni possibilità utile.
Una persona senza creatività avrà sempre difficoltà di adattamento nelle inevitabili mutazioni della vita, come molti genitori non capiscono più i loro figli.
Una persona creativa prende e dà continuamente cultura alla comunità, cresce con la comunità. Una persona non creativa è spesso un individualista ostinato nell’opporre le proprie idee a quelle degli altri individualisti.
È più giusto occuparsi dei problemi sociali, più che dei problemi individuali. I problemi sociali riguardano la collettività, la quale è qualcosa che è sempre esistito e che esisterà sempre finché ci saranno individui. La crescita culturale della collettività dipende da noi come individui, dipende da quello che diamo alla collettività.
Noi siamo la collettività.
La società del futuro è già tra noi, la possiamo vedere nei bambini.
Da come crescono e si formano i bambini possiamo pensare a una società futura più o meno libera e creativa. Dobbiamo quindi liberare i bambini da tutti i condizionamenti e aiutarli a formarsi. Sviluppare ogni personalità perché questa possa aiutare la crescita collettiva.

Tratto dal saggio Fantasia di Bruno Munari Questo potrebbe essere un vero e proprio manifesto. Un ragionamento compiuto e utile a tutti quelli che operano con la fotografia.

Chiudo, salutando due carissimi amici che ci hanno lasciato, due figure fondamentali per la fotografia italiana: Cesare Colombo e Carla Cerati.

Denis Curti

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