Il sogno della fotografia

Un percorso tra censure e nuove mappature

LA CENSURA SUI SOCIAL

La scorsa settimana sono stato censurato da Facebook per aver pubblicato una fotografia di Helmut Newton, il ritratto a seno nudo di Sylvia Gobbel, tratto dalla serie Big Nudes. Con il mio post avevo l’intento di informare i miei contatti della mostra che sto organizzando per il prossimo aprile alla Casa dei Tre Oci a Venezia. Non sono certo il primo e non sarò nemmeno l’ultimo ad aver vissuto la triste esperienza della censura. È davvero incredibile che

una fotografia iconica, famosa, conosciuta e consacrata come una grande opera d’arte debba pagare quest’onta. Il giorno dopo ho pubblicato il quadro del Borgognone, la Madonna del Latte, che ritrae Maria con il Bambino stretto al suo seno nudo, denunciando la censura subita. Naturalmente, nel secondo caso non è accaduto nulla e il post è ancora visibile.

Ho fatto una breve ricerca e c’è chi dice che l’intervento censorio sia frutto di un algoritmo, altri, invece, sostengono che la mia immagine sia stata segna- lata e quindi rimossa perché mostrava contenuti considerati pornografici. Comunque sia, ritengo che il confon- dere erotismo e pornografia sia grave

e ci riporti alla preistoria; siccome ho ricevuto molte sollecitazioni a interve- nire sul tema, eccomi qua a riportare la notizia e a chiedere ai lettori di avviare il dibattito. Insomma, scrivetemi e ditemi che cosa ne pensate.

LA CRITICA FOTOGRAFICA

Il mestiere di critico sembra sempre più raro ed è inversamente proporzionale al successo della fotografia.
Se è vero che i contesti per praticare questo esercizio si sono particolar- mente ridotti, è altrettanto vero che la platea di presunti critici si è allargata fin troppo e i diversi personaggi che prendono la parola non sempre sono all’altezza. Penso al ruolo del photo editor, del docente o del curatore, veri e fondamentali punti di riferimento per chi produce immagini, ma che nulla hanno a che fare con la funzione critica. Questa, dovrebbe restare esterna alle logiche di mercato, per poter effettuare una lettura fenomenologica, per l’appunto interna a se stessa.

MARIO DONDERO

Il 13 dicembre 2015 è venuto a mancare il grande fotografo Mario Dondero. Avrei voluto dedicargli un pezzo,
un portfolio, ma non siamo arrivati in tempo. Voglio qui segnalare un’iniziativa, realizzata dai suoi amici Massimo Minini e Renato Corsini, che lo ricorda con affetto: alla Wavegallery di Brescia (via Trieste 32/a) una mostra di circa ottanta immagini restituisce il profilo umano e l’attività di Dondero nell’ambito dei ritratti di artisti, scrittori e personaggi della cultura dagli anni Cinquanta al Duemila.

UNA MAPPATURA DEGLI ARCHIVI DIGITALI

Non ho mai parlato di libri nei miei editoriali, ma questa notizia mi sembra davvero degna di nota: tra breve sarà disponibile un importante e utile strumento di lavoro per gli operatori, gli studiosi e gli appas- sionati di fotografia, l’Atlante degli archivi fotografici e audiovisivi italiani digitalizzati. Il volume è edito da Marsilio per conto della Fondazione di Venezia e curato da Giuliano Sergio, con la supervi- sione di Fabio Achilli e Guido Guerzoni. Quattro anni di ricerche. Oltre settecento archivi contattati e quattrocento quelli censiti. «Abbiamo preso in considerazione solo quelle realtà che hanno iniziato o concluso il percorso di digitalizzazione delle immagini», precisa il curatore della pubblicazione, per poi aggiungere: «Credo che il numero totale delle realtà che conservano immagini sia almeno 5/6 volte maggiore di quelle coinvolte in questa fase ini- ziale. La nostra vuole essere una prima mappatura, ora presentata in forma cartacea e presto messa a disposizione di tutti sulla rete attraverso i siti della Fondazione di Venezia e del nascente M9, il nuovo polo espositivo dedicato alla storia del Novecento, creando così le condizioni per un esercizio di completamento della ricerca, invitando altre entità a segnalare la propria esistenza e i progetti connessi. Abbiamo voluto creare le premesse per dare inizio a uno studio valoriale sul patrimonio iconografico di questo Paese. Un patrimonio immenso che va certamente messo prima in sicurezza e poi a disposizione di tutti». Credo che questa pubblicazione sia importante e mi pare possa essere considerata il primo passo verso quella necessaria opera di sistematizzazione della fotografia.

Denis Curti

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