Terrae Motus: per raccontare il dopo sisma in Italia

Da L’Aquila, il Centro Italia e l’Irpinia all’Emilia, al Molise e alla Sicilia l’obiettivo dello Stato delle cose è continuare la più grande campagna fotografica mai realizzata nel Paese. Per documentare il cuore dell’Italia fragile.
Oltre 100 i fotografi che ne sono stati finora parte il progetto non profit “Lo stato delle cose. Geografie e storie del doposisma” – il primo osservatorio di fotografia sociale e documentaria sull’Italia colpita dal terremoto online su www.lostatodellecose.com – promuove una chiamata pubblica ai fotografi e filmaker italiani per documentare per la prima volta in maniera sistematica la situazione nei territori colpiti nell’ultimo mezzo secolo dai terremoti in Italia.  Ideato e curato dal giornalista Antonio Di Giacomo, lo Stato delle cose è promosso e realizzato dall’associazione culturale senza fini di lucro La camera del Tempo con il patrocinio del Comune dell’Aquila e con la collaborazione dell’associazione culturale Territori, del Dipartimento di Scienze Umane e del Laboratorio di cartografia dell’Università degli studi dell’Aquila, dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, del Segretariato regionale per l’Abruzzo del Ministero per i Beni culturali. A sostenere il progetto, rendendo possibile la realizzazione del suo sito web, l’impresa di comunicazione Carucci e Chiurazzi (per il concept e design) e Shiftzero (development e digital marketing). A supportare la call Terrae Motus anche la rete Terre in Moto Marche.

Terrae Motus: modalità di partecipazione

Per poter proporre la propria candidatura è necessario indirizzare una mail all’indirizzo terraemotus.opencall@gmail.com avendo cura di indicare le proprie generalità e informazioni di contatto (telefono, sito web, eccetera). Ciascuna candidatura sarà sottoposta al vaglio della direzione del progetto, che comunicherà l’eventuale accettazione entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta di partecipazione al progetto. Coerentemente con lo spirito non profit del progetto Lo stato delle cose, la propria adesione è da considerarsi come volontaria, così come le spese di trasferimento e di soggiorno saranno a proprio carico. Ciò non toglie, com’è già accaduto, che attraverso l’accoglienza di privati cittadini, associazioni e amministrazioni comunali, possano individuarsi soluzioni di ospitalità a costo zero per i fotografi.

http://www.lostatodellecose.com/news/terrae-motus-la-grande-open-call-raccontare-litalia-fragile/