Gli scatti di Cartier-Bresson

Curata da Maurizio Vanni, la mostra raccoglie 101 immagini in bianco e nero che Henri Cartier-Bresson realizzò negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni Trenta, quando visitò per la prima volta il Paese, fino alla fine degli anni Sessanta.

Immagini con cui il fotografo, fondatore insieme a Robert Capa, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert della Magnum Photos, riuscì a catturare l’essenza della società americana. Come scriveva Arthur Miller, drammaturgo e scrittore statunitense, “C’era un sacco di sfarzo in America negli anni Sessanta e Settanta, ma chiaramente Cartier-Bresson cercava di metterselo alle spalle per arrivare alla sostanza della società americana. E dal momento che la sua è fondamentalmente una visione tragica, ha reagito con maggiore sensibilità a ciò che in America ha visto come correlato al suo decadimento, al suo dolore”. Sottolinea anche Maurizio Vanni: “Cartier-Bresson posa il suo sguardo sulla società dei consumi per eccellenza e sul suo mondo effimero frapponendo la sua arte senza tempo, durevole e solida, alla fragilità e fugacità di una comunità che ha smarrito il senso vero dell’esistenza. La rincorsa di un modello di vita utopico, votato all’eccesso, al sogno, alla grandezza, alla rottura delle convenzioni, alla tecnologia risulta essere più vicino alla fiction che alla realtà, che si manifesta così in tutta la sua banalità, disperazione e crudezza”.

La mostra, ospitata dal 16 giugno all’11 novembre dal Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, è organizzata in collaborazione con Magnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson con il supporto di MVIVA.

Immagine in evidenza

USA, Washington DC, 1957 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos