Man Ray: una grande mostra

«Di sicuro ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà come, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno perché»
Nella città toscana nota come la New York del Medioevo, per via delle sue innumerevoli torri che creano un affascinante skyline, va in scena una grande mostra dedicata a Man Ray, uno dei più importanti artisti del secolo scorso.

Wonderful Visions , a cura di Elio Grazioli

Wonderful Visions , a cura di Elio Grazioli, si propone di mettere in luce la figura di Man Ray, il grande sperimentatore che ha saputo reinventare tutto ciò con cui si è relazionato e con cui ha avuto a che fare, trasformando la fotografia da semplice strumento di registrazione e documentazione in elemento d’affezione, arricchendola di un intenso significato simbolico. Pittore e scultore, artista fortemente influenzato dal dadaismo, è stato il primo fotografo surrealista dopo la fondazione del movimento artistico nei primi anni Venti. Le sue immagini, che spaziano dal ritratto all’autoritratto, passando per i nudi e gli still life, fino alla pubblicità e alla fotografia di moda, sono sempre caratterizzate da un fortissimo alone enigmatico, misterioso e imprevedibile: anche elementi banali come un cappello, un accessorio o un particolare taglio di luce riescono a dare all’immagine una potente carica disorientante e sorprendente. Nella rassegna di San Gimignano sono esposte alcune delle sue opere più celebri che offrono allo spettatore una chiave di lettura particolare e inedita con la quale viene affermata l’equivalenza di un geniale artista che è stato anche fotografo di fashion, advertising e di pura fotografia estetica e sentimentale. Ciò che accomuna tutti questi aspetti, nella vastissima produzione di Man Ray, è senza dubbio l’unicità dello sguardo che, con i suoi elementi di continuità, riesce a trasformare le sue opere in Wonderful Visions , ovvero, in meravigliose visioni.

Il percorso espositivo alla GAM è costituito da un’unica serie, con le immagini disposte in ordine cronologico, che riesce a uscire dai generi e dalle funzioni per concentrarsi unicamente sullo sguardo.