Fotografia d’architettura: serve pazienza

Forme geometriche,curve, linee prospettiche, piani, altezze vertiginose e skyline sono il sale del b/n. Il paesaggio urbano (e industriale) è come un magnete per la fotografia che non fa conto sui colori fondamentali. La nettezza dei contorni e dei volumi che si stagliano contro il cielo, i riflessi abbacinanti replicati in serie dalle finestre di un grattacielo: tutto rappresenta una fortissima tentazione per il fotografo che si muove in una metropoli.

Riuscire a realizzare delle belle foto di architettura è tra le cose più difficili. Perché se è vero che i nostri soggetti sono lì fermi ad aspettare, è altrettanto vero che non si fanno catturare facilmente. Eccovi un paio di dritte. Se possibile, è sempre meglio fare dei sopralluoghi, studiare l’orientamento degli edifici e movimento della luce solare. Solo in seguito decidere quali ore del giorno sono le migliori per scattare. Occorre tanta pazienza, tanta capacità di osservazione. Poi capita che, mentre noi pensiamo, il cielo cambia o il sole proietta la sua luce in modo diverso, e l’inquadratura che finalmente avevamo scelto non è più quella giusta. Potremmo finire per credere che palazzi e grattacieli si prendano gioco di noi. Invece di farsi prendere dallo sconforto, continuiamo a giocare. Disporre degli attrezzi giusti è importante. Fondamentale, avere un buon cavalletto per usare tempi lunghi. Potremo così curare l’inquadratura e inserire effetti di movimento (macchine, persone, ecc.) tra le architetture. Il treppiedi, pur se in lega leggera che rende più facile il suo trasporto, dovrà essere opportunamente appesantito per renderlo più stabile e sicuro.Indifferente se abbia la testa a tre movimenti oppure a sfera. Utile anche una bolla a slitta che permette di controllare se il piano sensore della fotocamera è parallelo a quello dell’edificio che vogliamo fotografare.

Di grande importanza nelle foto di architettura è l’utilizzo di filtri polarizzatori: digradante e Neutral Density. Dispondendo di simili accessori diventa più facile gestire la situazione per ottenere il risultato che abbiamo in testa.

Per evitare l’errore più tipico della foto d’architettura (ma a volte ineluttabile), cioè quello di inclinare la fotocamera per poter inquadrare dal basso, e interamente, un soggetto molto grande (trasformando linee verticali in strutture cadenti, con deformazioni prospettiche inaccettabili) c’è una sola cosa da fare: munirsi di un obiettivo decentrabile e basculante.