Immagini dei figli minori sui social: limiti e diritti

A cura dell’Avvocato  Cristina Manasse © 2018

Questo articolo concentra l’attenzione sulla tutela dei diritti dei minori in occasione della pubblicazione on line di loro immagini, un tema attuale anche in vista dei nuovi cambiamenti nella normativa europea sulla privacy, con l’avvento del nuovo regolamento, il cosiddetto “GDPR” (General Data Protection Regulation, ovvero Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati).

Potrebbe non sorprendervi che secondo un sondaggio inglese i genitori pubblicano in media più di 1.000 immagini on line della vita dei figli. Potrebbe sorprendervi che alcuni tribunali stiano cercando di controllare questo flusso. In due recenti casi italiani, per esempio, i giudici hanno riscontrato che la pubblicazione e diffusione on line di un gran numero di immagini violavano non solo il diritto alla privacy ma anche quello alla riservatezza dei dati sensibili e quello all’immagine.

Immagini dei figli minori sui social: la cronaca

Per esempio, un giudice romano non ha apprezzato il costante caricamento on line di post fatto dalla madre di un sedicenne. La signora  aveva commentato sui media le vicende familiari, i dettagli delle controversie giudiziarie familiari, inserendo numerose immagini, molte delle quali relative alla vita del figlio. Il figlio lamentava che tutti i suoi compagni erano a conoscenza delle sue vicende personali, rese note dalla madre con uso sistematico dei social network, e di non poter avere una vita normale, reclamando il diritto di potersi trasferire per sottrarsi a tale contesto. Il giudice, viste le schermate di pagine social piene di immagini, ha dichiarato che il turbamento del minore è giustificato dalla massiccia presenza mediatica nella sua vicenda, decidendo in suo favore e disponendo l’immediata cessazione della diffusione e la rimozione dai social, da parte della madre, di immagini, informazioni, dati personali relativi al figlio e alla vicenda processuale, inseriti dalla stessa sui media. Il giudice ha altresì disposto che la madre è sanzionabile con una multa (euro 10.000) qualora pubblichi nuove immagini on line o non rimuova quelle presenti. Per sottrarsi a tali interferenze “social” da parte dei genitori, il ragazzo si è trasferito all’estero. In un altro caso, una madre è stata condannata per aver disatteso un accordo di custodia dei figli minori, che le imponeva di interrompere la pubblicazione di immagini e di rimuovere quelle già diffuse on line.

Secondo la corte il suo comportamento può essere dannoso per il minore perché le immagini sono diffuse tra un numero indeterminato di persone, conosciute o sconosciute al minore. Gli utenti potrebbero “taggarle” e usarle per scopi che esulano dal controllo del bambino o del tutore, con il rischio che siano usate per scopi diversi dalla “semplice condivisione”, per esempio per materiale pedopornografico. È una nuova svolta su un vecchio problema: le immagini dei bambini. Una volta caricate possono essere viste da miliardi di utenti. I fotografi professionisti sono più sicuri a fronte di autorizzazioni correttamente firmate dai genitori o dai tutori. Ma se voi foste genitori, vi preoccupereste di verificare la normativa prima di pubblicare le immagini? Forse la risposta è nel senso di essere moderati; nei casi commentati i genitori hanno esagerato, arrivando al cosiddetto “sharenting”.

Per finire, pensiamo che ciò che un genitore considera “adorabile”, la condivisione di immagini, molti anni dopo potrebbe essere considerata mortificante dal soggetto ritratto, fuori da ogni controllo. Con l’imminente entrata in vigore del GDPR, possiamo aspettarci più casi di questo genere e a favore dei minori.