La fotografia in viaggio dove curiosità e tecnica si mescolano alla ricerca

testi a cura di Franco Cappellari

Franco Cappellari è convinto che il viaggio fotografico sia un arricchimento culturale legato non solo alla storia, alla geografia e alla situazione politica dei luoghi visitati, ma a qualcosa di più personale: all’esperienza che diviene conoscenza, al desiderio di incontrare persone con abitudini e sentimenti diversi che, con la fotografia, si possono raccontare. Siamo curiosi di comprendere quando inizia, per lui, il viaggio. Il tempo di premere il tasto “REC” ed è subito un debordare di pensieri: “Il viaggio inizia nel momento stesso in cui scelgo la destinazione. Ne segue un accurato studio e un’attenta e meticolosa costruzione delle tappe e dell’organizzazione logistica. Questa fase è indispensabile per riportare a casa scatti che sappiano restituire bellezze, emozioni, condizioni di vita e, magari, qualcosa di mai visto prima“. Non sempre, però, un’attenta programmazione mette al riparo dagli imprevisti.

A volte, le sorprese possono rivelarsi magnifiche: “La più bella”, racconta, “mi è capitata quando sono stato in Kenya per un servizio fotografico sul Lago Bogoria, un luogo caratteristico per i suoi meravigliosi fenicotteri rosa. Solitamente è facile trovarli, ma una volta giunto non mi sarei mai aspettato di vederli tutti sistemati a mo’ di corona lungo la foce del fiume che va nel lago, come potete vedere (alle pagine 20-22, ndr). È stato qualcosa di unico che poi non ho più rivisto. Mi sono sentito super fortunato e soprattutto molto felice

Emozioni dall’alto. Da sempre gli aerei rappresentano, oltre a un’opportunità lavorativa, una grande passione di Franco Cappellari: “Sin da piccolo ero innamorato dell’idea del volo, anche perché è sempre stata sinonimo di avventura e di scoperta. Mi ricordo che il primo viaggio in aereo l’ho fatto a quindici anni, destinazione Londra. Ero con un amico e dopo un mese siamo tornati a casa senza un soldo. Da lì in poi, ho sempre continuato a viaggiare e a fotografare

L’articolo completo lo potete trovare sul nuovo numero di Nikon Photography in edicola da metà mese e disponibile online